Un nuovo elemento materico e sensoriale si è inserito nella calda atmosfera dell’Osteria del Pomiroeu: un’installazione in legno Yakisugi, tecnica tradizionale giapponese di carbonizzazione superficiale, incontra l’eccellenza della ristorazione lombarda firmata Giancarlo Morelli.
Questa lavorazione antica, nota anche come shou sugi ban, nasce in Giappone nel XVIII secolo per proteggere le tavole di legno dagli agenti atmosferici e dagli insetti, attraverso la fiamma. Il risultato è un materiale straordinariamente durevole, ma soprattutto visivamente potente: la sua texture bruciata, le sfumature nere e la superficie leggermente increspata donano profondità e calore agli spazi.
Dialogo tra fuoco e cucina
Nell’Osteria del Pomiroeu, il legno Yakisugi è stato impiegato per realizzare un’installazione che accompagna il visitatore sin dall’ingresso: una pannellatura modulare che si sviluppa in verticale, scandendo lo spazio e invitando alla lentezza. Il nero profondo del legno bruciato crea un contrasto deciso ma elegante con gli arredi e le luci dorate della sala.
L’opera non è solo decorativa: è parte del racconto. Così come la cucina di Morelli parte dalla materia per restituirne l’essenza, il legno bruciato evoca il fuoco primordiale, la trasformazione, la cura. Ogni tavola è unica: le venature, il ritmo del fuoco, le crepe leggere raccontano una storia diversa.
Yakisugi italiano, manifattura consapevole
Il legno impiegato proviene da larice siberiano certificato FSC, lavorato con la tecnica yakisugi da un laboratorio artigiano specializzato in combustione controllata e finiture naturali. Nessuna vernice, solo olio e tempo: la carbonizzazione rende il legno resistente al tempo, senza chimica.
L’installazione è stata pensata per integrarsi con lo spirito del luogo: un’osteria elegante ma autentica, dove la cucina incontra la memoria, e ogni dettaglio racconta qualcosa.
Un nuovo spazio per i sensi
Con questa installazione in Yakisugi, l’Osteria del Pomiroeu si arricchisce di una presenza scenica che parla di radici, materia e trasformazione. Un gesto contemporaneo che dialoga con il tempo, tra carbonizzazione e cottura, tra legno e fuoco, tra Giappone e Brianza.
Un invito a entrare, toccare, respirare. E poi sedersi. Perché anche il legno, qui, ha qualcosa da raccontare.
